Custodi dell’Immortalità, un libro sul mistero delle Piramidi di Giza

piramide_giza_libro-150x150.jpgAttorno alle Piramidi di Giza ruotano diversi dubbi: c’è chi dice che siano delle tombe, chi, come R. Bauval, afferma che siano parte di un progetto unitario che riproduce sulla Terra la Cintura di Orione, e ancora c’è chi crede che Cheope celi al suo interno un pilastro di granito alto 60 metri, lo Zed. Tre ipotesi, tre idee queste che non sono mai state prese in considerazione, o almeno sino ad oggi. Nel libro “Custodi dell’Immortalità” (editore Bastogi Editrice Italiana) del ricercatore Piero Magaletti si troverebbe la conferma a tali ipotesi e soprattutto la rivelazione dell’autentico scopo delle tre piramidi: garantire l’immortalità all’anima del sovrano.

La prova che le piramidi costituissero tre livelli di un percorso iniziatico di passaggio dalla morte alla vita deriva dall’osservazione dell’altezza crescente delle tre camere che contengono i sarcofagi, da Micerino a Cheope. Stando a quanto affermato nel libro sembra anche che l’inizio del rito necessitava di un sacrificio umano, quello del faraone: la cerimonia era scandita da due importanti fenomeni astrali, mentre la sua conclusione suggellava la rinascita del re defunto nelle sembianze di una stella in cielo e l’incoronazione del nuovo Horus sulla Terra.

Custodi dell’Immortalità inoltre commenterebbe  e ricostruirebbe  dettagliatamente i passaggi della Cerimonia della Rinascita. Ma non è tutto. Presenti nel libro anche diverse scoperte concatenate tra loro. La più importante? Secondo l’autore sarebbe quella di aver determinato la vera natura della costellazione di Orione, che non è Osiride, come ritenuto per millenni, ma Iside.

Penso sia una scoperta straordinaria: la costellazione più grande dell’emisfero boreale è in realtà una dea, nel cui grembo le anime dei faraoni rinascevano sottoforma di stelle. È un dato oggettivo: le nebulose presenti in Orione sono considerate i grembi materni dell’universo, da cui si generano migliaia di stelle”, dichiara l’autore.

Quindi, se Orione sarebbe in realtà Iside, cambierebbe il significato e il ruolo dei monumenti sulla Terra che si collegano ad essa. La piramide di Cheope nasconderebbe sì il pilastro Zed, il membro di Osiride, ma il suo scopo sarebbe quello di condurre l’anima del faraone nel grembo della costellazione di Orione, che non raffigura un uomo, bensì la dea Iside.

Mi aspetto che i miei studi suscitino un intenso dibattito; ma sono consapevole di aver trovato prove difficili da smentire, come la parola ZED formata dai nomi delle tre stelle della Cintura di Orione, o come l’altezza crescente in cui sono collocati i sarcofagi nelle tre piramidi. Sono prove evidenti. La divulgazione di questa scoperta, frutto di 15 anni di lavoro, cambierà per sempre il nostro modo di intendere l’Antico Egitto e i suoi misteri”, afferma Piero Magaletti che presenterà il suo libro presso l’Associazione Culturale Vradia Libreria Esoterica, a Roma,  il prossimo 23 aprile.

 

 

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L’intervista all’autore

Custodi dell’Immortalità, un libro sul mistero delle Piramidi di Gizaultima modifica: 2011-03-21T11:08:00+01:00da bislaccco
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2 pensieri su “Custodi dell’Immortalità, un libro sul mistero delle Piramidi di Giza

  1. Vorrei richiamare l’attenzione non tanto su questo libro quanto sulla molto dubbia “professionalità” dello “studioso” in questione. Il sig. Magaletti non è affatto uno studioso di egittologia ma uno scrittorino da quattro soldi che sta cercando a tutti i costi notorietà e fama, senza accorgersi che il suo continuo coprirsi di ridicolo lo sta portando nell’esatta direzione opposta. Il primo dubbio mi è venuto leggendo alcuni stralci di questo libro. Salta subito agli occhi la pressoché totale mancanza di conoscenza anche solo delle basi dello studio sui popoli del passato. Trae conclusioni sensazionalistiche sulla base di affermazioni che nemmeno un bimbo delle elementari oserebbe fare. Alché ho deciso di indagare e ho scoperto chi è veramente il sig. Magaletti:

    http://www.booksblog.it/post/5703/il-piu-grande-scrittore-italiano-piero-magaletti

    e

    http://www.booksblog.it/post/5718/5718

    Vi avviso che questi articoli sono praticamente impregnati di volgarità estremamente scurrili e violente che il nostro Autore non fa certo fatica a trattenere.

    Buona lettura.

  2. Richiamo l’attenzione di Lambda, pubblicando un commento che non ha bisogno di altre parole perchè è perfetto così com è… io sono perfettamente d’accordo con a.angela e sottolineo che caro Lambda tu devi solo vergognarti per le cose scritte!!Buona lettura
    a.angela scrive:
    Gentile Sig. Lambda (la chiamerò così per via della sua familiarità con l’alfabeto greco), l’oscenità da sempre accompagna la storia dell’uomo. Troviamo scurrilità nell’arte, così come nel linguaggio letterario o nella lingua parlata da tutti, in tutte le culture. Racconti che si riferiscono all’accoppiamento si declinano in vari modi attraverso i secoli, a partire dalle antichissime raffigurazioni proprie della cultura induista fino ad arrivare ai romanzi odierni. Espressioni oscene e scurrili le trovavamo già nelle invettive di Shakespeare, nelle espressioni di Molière, di Ruzzante, di Aretino Pietro, ecc… 
Da sempre l’universo della carnalità, del sesso, dell’eros nelle sue forme più crude e turpi, è stato raccontato o vomitato su carta, liberamente, senza inibizioni, a volte, quasi come metodo catartico per diluire nel mondo qualcosa di intollerabile, altre volte, semplicemente per raccontare uno spaccato della realtà. Gli attori della Commedia dell’arte, nel XVI secolo, si accorsero che il pubblico, a teatro, era maggiormente attratto dall’uso di maschere infuocate da sproloqui, sguaiataggini, scurrilità… e costruirono la loro fortuna proprio sul far risaltare anche questi tratti.
    Personalmente capisco il suo fastidio di fronte alla volgarità, io stessa ogni tanto ne vengo investita. Il pudore e la decenza assorbiti nell’infanzia, a volte, mi impediscono di sostenere il peso di certe collisioni letterarie, facendomi rinunciare al proseguimento della lettura. Quando questo avviene, non me la prendo con l’autore, non lo investo con il mio giudizio, non lo crocifiggo ma semplicemente rinuncio, con piacere, a quella lettura. La letteratura può essere sovversiva in una società oppressa, o, con la verità che rivela, può essere sovversiva e perturbatrice anche in una società libera. Noi in entrambi i casi abbiamo la possibilità di scegliere se leggere e cosa leggere .
    L’idea di Moravia, che cito con rispetto, era che lo scrittore fosse un testimone: “egli non ha la verità rivelata ma ha la verità di chi assiste ai fatti della sua epoca”. Epoca amara la nostra Sig. Lambda!! Viviamo in una sistema in cui se non piaci non esisti, e la paura di non piacere, spesso arriva ad assumere dimensioni così inquietanti che il giudizio degli altri viene vissuto come un macigno minaccioso pronto a schiacciarci… Gli altri diventano il metro di giudizio per stabilire se siamo degni o no di partecipare a questa mimesi collettiva chiamata società, pena: l’esclusione. L’ omologazione diventa quindi un insospettabile sintomo di mediocrità: a discapito di originalità e creatività ormai fortemente compromesse.
    A dirigere i lavori di omologazione, ignari e beneintenzionati sono proprio i critici che sulla base di un loro personalissimo ed accreditato parere, emettono giudizi, ovvero sentenze, proprio dal “tribunale penale dell’approvazione sociale”. Lei, fa per caso parte di questa categoria? E’ forse un critico?
    La ringrazio per questo suo scrupoloso richiamo d’attenzione in merito all’opera di Magaletti, ma fatico a dar credito a qualcuno di cui non conosco nulla… mi perdoni, ma mi è difficile prestare attenzione alla critica di quegli uomini che non hanno, loro stessi scritto un’opera apprezzabile o quantomeno non possiedano ciò che vanno criticando agli altri. Giudizi così pesanti mi lasciano sempre perplessa… Se ad esempio qualcuno mi parlasse in modo riprovevole dei siciliani ed in particolar modo dei lampedusani accusandoli d’essere un popolo poco ospitale per i fatti di questi giorni, certamente proverei fastidio, amarezza… bisogna aver subito il disagio di una prepotente invasione da parte di 5 mila magrebini per poter giudicare l’ospitalità altrui…. non crede?
    Cosa la spinge ad una critica così dura? Perché è così insistente, spietato, rabbioso, ha forse subito anche lei una prepotente invasione da parte del Sig. Magaletti? Ed è proprio sicuro d’essere innocente, di non aver alcuna responsabilità verso ciò che è successo?
    Con ironia sprezzante ci parla di dubbia “professionalità” dello “studioso” Magaletti, ci fa presente che “non è affatto uno studioso di egittologia ma uno scrittorino da quattro soldi”con una ridicola laurea in Filosofia che “sta solo cercando a tutti i costi notorietà e fama, senza accorgersi che il suo continuo coprirsi di ridicolo (perché ha osato scrivere brutalmente di sesso?) lo sta portando nella direzione opposta”. Ci dice inoltre che i suoi dubbi si sono fatti più forti nel leggere “alcuni stralci del libro in questione”. Solo da alcuni stralci ha capito tutto ciò? Etichetta inoltre l’autore come ignorante, perché “manca di conoscenza delle basi dello studio dei popoli del passato, definendo le conclusioni dei suoi studi sensazionalistiche e ridicolizzandolo dicendo che “nemmeno un bimbo delle elementari avrebbe mai osato far tanto”. Ma lei pensa davvero che un critico serio, un recensionista letterario o un articolista si lascerebbe andare ad una così sconveniente condotta? E se lo facesse, pensa sarebbe da stimare come esempio di etica e correttezza?
    Mosso dal desiderio di scoprire la verità su Magaletti ha indagato ed ha scoperto chi è veramente…. Bene, grazie per questo spirito filantropico che la spinge a proteggere noi lettori, voglio sperare che, per poter esprimere un verdetto così pesante, almeno lei, si sarà documentato sulla storia dei popoli del passato, sull’Egittologia, sulle possibili e diverse conclusioni, meno sensazionalistiche rispetto a quelle di Magaletti? Ha mai sentito parlare della torre Zed? Conosce l’opera di Bauvall?
    Beh, così come lei si è candidato a voler ricercare la verità su Magaletti, il suo antagonista sta tentando di farlo con la storia egizia. Due obbiettivi simili ma di diverso spessore.
    Magaletti, giudiziosamente pare non rispondere più alle sue provocazioni, ha rinunciato ad aggredirla, dimostrando un comportamento più adulto, corretto e rispettoso. E se provaste a scusarvi reciprocamente? In alternativa, potreste dimenticarvi. A lei Sig. Lambda che ancora continua la sua opera di demolizione rivolgo un invito a riflettere: pensa davvero che questi episodi così sgarbati, possano rendere merito alla sua persona e alla sua credibilità professionale?
    Buone cose ad entrambi.

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